Siamo davvero pronti per il cambiamento?

11 Mag
Copyright & Credit by Csonka Peter

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Siamo arrivati ad un momento in cui il sistema societario che ha regolato le nostre vite non è più funzionale e le sue crepe iniziano sempre di più a sorgere sulla superficie.
E’ sempre più palese, anche per i più scettici, l’inevitabile presenza di forze che tendono a controllare la società negli ambiti cruciali su cui questa sistema è stato eretto, e non per l’interesse comune degli esseri umani e del pianeta stesso, ma per interessi di dominio e di controllo da parti di pochi su molti.
Basta pensare che 3 miliardi di persone su 7 vivono con meno di 2 euro al giorno. Beh, se si pensa ai miliardi di euro che vengono investiti annualmente in armamenti anche in tempi di pace, viene da pensare.
Indagando più a fondo si scopre che gli aspetti cruciali del nostro vivere quotidiano come cibo, energia, economia, informazione, sanità e così via, sono manovrati in toto dalle solite 6/7 famiglie ormai da centinaia di anni. Ma questo argomento è trattato ormai da moltissime fonti più o meno attendibili sia in rete che, a sprazzi ed in maniera leggera, dai mass media.

In questo articolo volevo porgere l’attenzione sull’aspetto umano del nostro vivere assieme, che è il risultato della società attuale.
Prendiamo per un attimo come esempio l’economia, la base del presente sistema, che in greco significa (“oikos”: beni – “nomos”: norme – ovvero norme sui beni)
La base di qualsiasi economia è l’interdipendenza dell’essere umano nel creare e scambiare beni e servizi. Detto con estrema semplicità, una persona non può fare tutto da solo. Se per esempio un uomo coltiva le verdure, raramente può trovare il tempo per maturare le capacità tecniche necessarie per costruire un mezzo di trasporto o per produrre delle scarpe.
Nasce così il bisogno dello scambio e un conseguente mezzo di semplificazione dello scambio, la moneta.
Adesso come per incanto, supponiamo che abbia trovato la lampada di Aladino e potessi far crollare l’attuale sistema monetario basato sulla truffa del signoraggio bancario, per crearne uno nuovo più sostenibile ed equo per tutti.
Per lo stato di consapevolezza attuale in cui vive l’essere umano, il controllo, l’avidità e i giochi di potere che vediamo ogni giorno non solo nelle alte sfere del potere, ma anche nel nostro semplice vivere quotidiano, sorgerebbero nuovamente inesorabili anche se un sistema economico più sostenibile venisse imposto. La storia e la vita ci insegnano che l’essere umano ha la necessità di esprimere aspetti della vita non ancora integrati e maturati a pieno. Il proibizionismo ha sempre fallito miseramente.
Andiamo al punto! Sembra quindi che i problemi della società attuale nascono da questa ricerca del controllo, del potere, di un ipotetico sicuro. Ma perché?
L’essere umano vive ancora attraverso gli occhi della mente che cerca di colmare questo vuoto esistenziale tramite la ricerca di maggior potere, averi, affetti “sicuri” e, in altri casi, conquiste “spirituali”. Chi può smentire che questo non avvenga in ognuno di noi, oltre che in un elité globalista. Ognuna delle nostre menti ha la tendenza a fuggire da emozioni spiacevoli da ascoltare come dolore, paura, tristezza. La mente cerca di trovare escamotage che danno l’illusione di essere al sicuro, ma intimamente e profondamente sappiamo che questo non fa parte della natura della vita. Da qui nascono giochi di potere e di controllo, ovvero dal tentativo della mente di sfuggire all’intimo invito della vita ad emozioni necessarie per la nostra crescita, come il dolore.
Perché allora la mente cerca di scappare dal dolore?
Il dolore è un invito verso questo vuoto esistenziale che spazza via quel senso di separazione di cui la nostra mente è abituata a cibarsi per cercare di sopravvivere.
La più grande paura dell’essere umano è l’ignoto. Quando una persona afferma di aver paura della morte ad esempio, con che basi può dirlo se la morte non l’ha mai sperimentata direttamente? Non sa cosa è, non l’ha mai vissuta. Potrebbe per ipotesi trovarsi in un mondo più bello di quello in cui è adesso. In realtà questa persona sta semplicemente affermando di aver paura dello sconosciuto.
Ma cosa è questo vuoto esistenziale da cui ognuna delle nostre menti tende a rifuggire?
E’ consapevolezza indivisibile, è amore. E’ vivere avendo i piedi saldati nell’ignoto.
Questa consapevolezza cristallina ti fa vedere il mondo tramite gli occhi dell’amore, ciò che realmente sei, e non attraverso gli occhi del senso di separazione. In questo vedere, l’universo che appare e vediamo è un riflesso di ciò che accade qui, in questo vuoto esistenziale da cui tutti noi apparenti individui sorgiamo e scompariamo. E’ la nostra natura, è pura ed indivisibile consapevolezza che va oltre il concetto di vita e di morte, o di tanti “io” dentro i corpi che vivono separati gli uni dagli altri.
E’ un qualcosa che non può essere spiegato o raccontato, è semplicemente un mistero che può essere solo vissuto. E tutto ciò è un paradosso perché in realtà non c’è nessuno che può forzare questo vedere, accade da sé, come semplicemente accadono il sorgere delle emozioni di avidità e di potere di cui parlavamo sopra.
Ogni essere umano tende a rifuggire dall’ascolto delle emozioni spiacevoli e paradossalmente in questo modo la vita dice di no a se stessa, non accettando tale emozione. Nel momento in cui sorge un’inevitabilità all’interno di noi, che ci spinge inesorabili verso l’ascolto di tali emozioni spiacevoli, qualcosa cambia. Esse sono delle porte che ci aprono nuovi orizzonti, sono un intimo invito per far crollare ciò che non è più necessario trattenere. A quel punto non sono più viste come un intruso, ma come un dono.
Esse sorgono così, dal niente, talvolta causate da un evento, talvolta no. Creano attrito, sofferenza e la mente cerca mille modi per evitare di accoglierle ed ascoltarle. Se la mente ci riesce, queste emozioni vengono in qualche modo represse, in maniera sottile ed automatica, tramite schemi mentali che sfociano in giochi di potere, avidità e controllo per cercare appunto di evitare l’ascolto di queste stesse emozioni, che spesso sono di dolore e paura, ma talvolta anche di piacere ed estasi.

Ciò che vediamo nella società attuale non è nient’altro che il riflesso del vivere attraverso gli occhi della mente, che per sua natura analitica separa. Le stesse parole che sto scrivendo adesso non possono neanche avvicinarsi alla realtà di cui sto parlando. Il linguaggio verbale è un prodotto della mente, mentre la verità è oltre la mente.

Allora, come può cambiare il nostro vivere assieme?
Il punto focale di ogni problema è il mancato riconoscimento di questa verità, in cui tutto ciò che viviamo non è nient’altro che un il riflesso di questa consapevolezza, di questo vuoto esistenziale.
Tutto sta nel riconoscere la nostra reale natura, questa consapevolezza indivisibile che guida ognuno di noi in questo gioco di energia chiamato vita. Da qui nasce un amore ben diverso dal trasporto emotivo di cui tutti noi siamo a conoscenza, è un vento fresco e sottile che porta con sé pace e serenità. Da qui il desiderio di nuocere a se stessi, facendo del male ad un altro, non sorge più.
In questo stato di consapevolezza non c’è nemmeno il bisogno di una struttura societaria che regoli la vita delle persone, il bambino che rispecchia la società di oggi è ormai cresciuto e non ha più bisogno di un genitore che normi la propria vita; c’è ormai la necessaria maturità.
Ti sembra assurdo? Forse lo è agli occhi della mente, senti se è così anche per il tuo cuore però.
Forse anche tu, come me, hai voglia di vedere un mondo dove le persone vivono tramite gli occhi dell’amore.

Dharma

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3 Risposte to “Siamo davvero pronti per il cambiamento?”

  1. Simone settembre 5, 2013 a 11:59 am #

    Bellissimo questo articolo… riesci a spiegare così facilmente concetti che io personalmente, quando cerco di esprimerli, rendo incoerenti o privi di senso.
    Sono d’accordissimo, riuscendo a convivere con quel vuoto esistenziale l’uomo potrebbe trovare “pace” o quantomeno un po’ di serenità.
    Te l’hai definito amore, io ho sempre pensato che sia la conaspevolezza di essere niente, ma al momento stesso di essere tutto… l’hai detto anche te è una cosa difficile da spiegare, ma te ci sei riuscito benissimo!!
    Ciaooo!!

    • dharmayahoo settembre 5, 2013 a 1:02 pm #

      Anche tu vedo ci riesci bene, forse più di quello che pensi. 🙂

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  1. Siamo davvero pronti per il cambiamento? - Signoraggio.it - settembre 14, 2013

    […] Fonte: dharmablog.net […]

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