Non c’è nessuno che soffre

27 Nov

NESSUNO-ESCLUSO_largeE’ incredibile vedere che quando c’è la chiarezza di non essere nessuno, o per chi preferisce la vita da cui tutto appare e scompare, il conflitto o le crisi con ‘qualcuno’ o ‘qualcosa’ accadono ma non c’è più nessuno che le soffre.
Si è casa in questo indescrivibile momento che non può essere definito in nessun modo. Per questo tentiamo di usare la parola ‘vuoto’ o ‘nulla’, è il simbolo linguistico meno definibile e circoscritto che riusciamo ad adoperare. Proprio per questo lo si può comunicare solo con una bugia o un linguaggio paradossale, perché questo vuoto in realtà è pieno di tutto l’universo che percepiamo. Proprio come diceva Osho, tutti i poli opposti della manifestazione sono un paradosso visti dall’alto della consapevolezza. E’ lì che si ferma il linguaggio duale della mente, tra la linea retta di due poli opposti ma speculari a livello simbolico: pieno-vuoto, felicità-dolore, positivo-negativo, ecc.
In questo riconoscimento c’è l’unica vera pace che esiste. Non dipende da sensazioni positive o negative, ma dal vedere che non c’è nulla, o solo la vita, a muovere tutto questo.

Spesso si sente chiedere: perché la vita crea dolore e conflitti quando se lei è in pace assoluta?
Non c’è un motivo, è semplicemente come sono le cose. L’unione di maschile e femminile, positivo e negativo, è il movimento del vuoto che crea la materia. Se togliessimo la carica negativa a tutti gli atomi che compongono la materia visibile, quest’ultima cesserebbe di esistere nella maniera in cui la percepiamo adesso, svanirebbe appunto in questo vuoto. Senza le emozioni negative non potrebbero esistere quelle positive.
Non sento mai chiedere: perché la vita crea piacere e felicità se lei è in pace assoluta? Queste cose non disturbano la mente, o quanto meno le disturbano fino a un certo punto. Il punto è che le emozioni negative essendo più toste da essere accolte, trovano il rifiuto della mente come auto-difesa. E’ semplicemente il senso di separazione che brucia nel desiderio di essere riportato a casa. Quando sei a casa non sorge più il desiderio di vivere emozioni positive piuttosto che negative, ed ecco che una fragranza indescrivibile sorge.

Un abbraccio,
Dharma

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