Spesso da piccola mi sono chiesta…

28 Mag

o.206118Spesso da piccola mi sono chiesta che cosa fosse il paradiso, Maometto lo descriveva come un posto lontano, di totale pace, dove nei fiumi scorre latte e miele.
Mi sono tanto impegnata a fare la ‘brava’, convinta che dopo la morte la ricompensa sarebbe stata questo posto meraviglioso. Ma il paradiso è già qui, presente in questo momento; nel momento in cui vediamo il totale VUOTO. Non c’è nessuno che nasce e che muore, c’è solo ciò che sei.

Con amore,
Taryn

L’unica cosa di cui sono sicuro è questo!

17 Mag

400_F_24420851_kuSwJYTNDGepKmuceHXLn1XM8r3v3dTeCi sono molti ambiti della vita di cui sono appassionato e di cui posso considerarmi più o meno un buon conoscitore: il mio lavoro di team builder tramite il ritmo, l’economia, la psicologia dell’essere umano, la politica, l’organizzazione di eventi ed altre cose…(anche nel calcio me la cavo, a dispetto di quello che possono dire i miei amici 🙂 )
In tutti questi ambiti posso dire cose più o meno sensate in relazione alle competenze tecniche assimilate tramite lo studio e l’esperienza, ma in nessun caso posso essere sicuro che qualsiasi cosa affermi non possa essere smentita l’attimo successivo. In poche parole non vi è la certezza riguardo le mie affermazioni, perché il gioco della vita che percepiamo è basato sull’impermanenza e il cambiamento. Niente è fermo e tutto è perennamente relativo, in questo gioco di luce reso possibile dall’unione di due poli opposti ma speculari a se stessi, ovvero energia di carica positiva e negativa. Continua a leggere

Non-esperienza che fa esperienza della vita

9 Mag

Tutto ciò che percepiamo come manifesto è esperienza della vita. In questa esperienza tutto è impermanente ad eccezione di ciò che osserva questo gioco in continua mutazione.

La%2520volont%25C3%25A0%2520e%2520l%2527esperienza%2520non%2520servono%2520se%2520guardi%2520il%2520presente_thumb%255B2%255DSe osservi il movimento del corpo che percepisci, il suo processo di pensieri e il suo stato emozionale, troverai senza dubbio delle differenze rispetto al ricordo presente che affiora del passato, ma ciò che testimonia il suo agire è sempre qui, presente come lo era prima, indipendentemente dall’emozione di sofferenza o felicità che sorge. Questa presenza ‘testimoniante’ è sempre presente ad ogni pensiero, emozione ed azione corporea che invece funziona come una luce ad intermittenza.

Questo è ciò che siamo: presenza. Non-esperienza che fa esperienza della vita.

In questo vedere sorge la comprensione che la vita è indivisibile, è Uno. Tutto ciò percepiamo si manifesta da questa presenza unica e non definibile in nessun modo. Pensieri, emozioni ed azioni corporee si manifestano sempre dal nulla e quando cade l’identificazione che sia ‘qualcuno dentro il corpo’ a farle accadere, si è a casa e l’esperienza della vita può essere finalmente goduta appieno nel suo profondo mistero e contraddizione.

 

Dharma

Tu, solo Tu

11 Apr
Credits by AnamPittura

Credits by AnamPittura

 

 

Tutto ciò che esiste è un dito rivolto verso di te, verso ciò che sei realmente, per comprendere paradossalmente che tutto ciò che esiste sei TU.

Dharma

Per tutti coloro che si sentono perversi…e per tutti coloro che li giudicano

1 Apr

shiva-shakti-or-soul-nature-upendra-ratraOgni dolore apparentemente provocato ad un altro nasce dal dolore stesso che è presente nell’apparente ‘carnefice’, spesso assimilato nelle esperienze dell’infanzia. Se rispondi a tale dolore con odio o moralismo, stai anche tu negando l’odio che è presente in te come nell’apparente carnefice, anche se agito in una maniera diversa. E’ il gioco di riflessi in cui la sensazione non vista dalla vittima si manifesta tramite il carnefice. Nulla cambia se anche l’apparente ‘carnefice’ non viene visto come ‘vittima’, come vittima di se stesso. A questo punto il suo dolore è anche il tuo, perché la sorgente da cui ogni azione e pensiero sorge è unica ed indivisibile per entrambi. Continua a leggere

La vita non ha senso

24 Mar

senso-unico-concilioChe senso ha la vita? Credo che ognuno di noi si sia posto almeno una volta questa domanda.
La risposta che ne scaturisce è spesso in base alle credenze che ogni persona ha assimilato nel corso della propria vita: crearsi una famiglia e fare dei figli, aiutare il prossimo o i bisognosi, avere soldi, fama e potere, ascendere su una dimensione superiore, oppure la tanto bramata illuminazione ricercata in vari circoli spirituali.
In ogni caso qualsiasi risposta è vana se a monte non si risponde ad un’altra domanda ancor più prioritaria: chi sono? Continua a leggere

Io sono profondamente egoista

16 Mar

l amore e volere bene anche quando sei arrabbiatoRicordo ancora come qualche anno fa rimasi stupito nel vedere un video su youtube di Osho che s’intitola ‘Being in Love’.
Osho nella sua ribellione era un vero e proprio killer di condizionamenti e credenze. Rimanevo affascinato e stupito ogni qualvolta lo ascoltavo; la banalità era una caratteristica che non gli si addiceva.
E’ vero, ciò che diceva viene visto e riconosciuto anche qui: essere egoisti (dall’inglese self-ish) significa semplicemente essere te stesso.
I condizionamenti religiosi e societari ci tramandano ormai da secoli il concetto dell’altruismo come modello da seguire per essere considerati in qualche modo ‘bravi’ e degni di amore. Ciò porta ad una finta benevolenza che non nasce realmente dal vedere che l’altro è semplicemente te stesso, ma dalla sete di essere riconosciuti e apprezzati; oltre che ad accomdarsi in una finta pace con se stessi per seguire il pensiero comune, ovvero quello del gruppo più numeroso. Continua a leggere